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Depositi Doganali e Depositi Fiscali per Il Commercio Internazionale e Nazionale

Tieni la merce in un deposito doganale o in un deposito IVA e rinvii il pagamento di dazi o IVA fino alla vendita o all'uscita. Ti serve se importi o distribuisci grandi quantità di merce e non sai ancora quando la venderai.

  • Per chiimportatori e distributori
  • Regimidoganale e IVA
  • Preventivogratuito
Corsia di un magazzino con pallet di scatole sigillate e un container chiuso in fondoDeposito doganale e fiscale
Scaffalature con merce sigillata e container chiuso

In breve

Tre cose da sapere prima di leggere il resto.

Che cos'è

Un luogo autorizzato dove conservi merce con dazi sospesi (deposito doganale) o senza applicare l'IVA all'ingresso (deposito IVA).

Quando ti serve

Quando importi o distribuisci grandi quantità di merce in attesa di vendita e vuoi gestire meglio i soldi disponibili.

Cosa ottieni

Un deposito per la tua merce e il rinvio del pagamento di dazi o IVA fino all'uscita, secondo le regole del regime scelto.

Quali depositi puoi usare

Doganale e IVA sono due regimi diversi. Il deposito doganale può essere pubblico o privato. I servizi esatti dipendono dalla struttura.

Spazi di un magazzino condiviso con pallet di merci diverse in aree separate

Deposito doganale pubblico

Aperto a più aziende, con merci di clienti diversi nello stesso luogo. Lo gestisce un'azienda specializzata, sotto il controllo delle dogane.

Area di magazzino recintata e chiusa con pallet impilati dello stesso tipo

Deposito doganale privato

Riservato a una sola azienda, che conserva solo le proprie merci e gestisce lo spazio direttamente, seguendo le verifiche doganali.

Scrivania con portatile, calcolatrice e cartelle davanti a una vetrata sul magazzino

Deposito IVA

Per beni nazionali e unionali non destinati alla vendita al minuto. L'IVA si paga quando i beni vengono estratti dal deposito.

Container impilati in un porto con una gru e una nave

Merci da Paesi extra-UE

Restano in regime sospensivo: i dazi si pagano quando la merce esce per l'uso in Italia o nell'UE. Se la riesporti fuori dall'UE, non scattano.

Camion con container alla baia di carico di un magazzino

Spostamenti tra depositi

La merce può passare da un deposito doganale a un altro con le formalità doganali previste, restando sospesi i dazi fino alla destinazione.

Baia di magazzino vuota e pronta, con scaffalature nuove e portone chiuso

Magazzino chiavi in mano

Spazi in depositi conto terzi già autorizzati e operativi, per partire senza gestire un deposito tuo.

Deposito doganale privato, pubblico o chiavi in mano?

Qui parliamo del deposito doganale. Scegli quanto vuoi gestire in prima persona e guarda cosa cambia. Il deposito IVA è un regime a parte.

  • Spazio riservato a una sola azienda
  • Gestione affidata a un'azienda specializzata
  • Autorizzazione richiesta alla tua azienda
  • Deposito già autorizzato e operativo
  • Tempi di avvio ridotti
  • Controlli delle autorità doganali

Informazioni generali: per il tuo caso chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.

Come ottenere un deposito doganale o fiscale

Quattro passi, dalla tua richiesta alla merce in deposito. Tocca un passo per vedere cosa controllare.

Descrivi merce e mercati

Ci dici che merce hai, da dove arriva, dove la vendi e in quale zona ti serve il deposito.

Da controllare

  • Tipo di merce: extra-UE, unionale o nazionale
  • Quantità e tempi di vendita previsti
  • Mercati e Paesi di destinazione

Valuta il tipo di deposito

Con un'azienda partner della tua zona vedi se ti serve un deposito doganale o un deposito IVA, in base a merce e mercati.

Da controllare

  • Doganale pubblico, doganale privato o deposito IVA
  • Se ti basta un deposito già autorizzato
  • Cosa dice il tuo consulente o spedizioniere

Prepara i documenti

Per gestire un deposito doganale serve l'autorizzazione dell'ufficio delle dogane competente, con documentazione tecnica a supporto.

Da controllare

  • Domanda tramite il sistema CDS
  • Planimetria e relazione tecnica sul luogo
  • Garanzia, se può sorgere un debito di dazi

La merce resta in deposito

Finché la merce resta nel deposito rinvii il pagamento. Dazi o IVA si applicano quando la merce esce per essere venduta o usata.

Da controllare

  • Registrazioni sempre aggiornate
  • Merce prelevata tutta o in parte
  • Eventuale riesportazione fuori dall'UE

Autorizzazione e requisiti del deposito doganale

Per gestire un deposito doganale serve un'autorizzazione dell'autorità doganale. Queste sono le voci da conoscere o da chiedere a chi gestisce il deposito.

Deposito doganale pubblico
Aperto a più aziende, gestito da un'azienda specializzata sotto il controllo delle autorità doganali.
Deposito doganale privato
Riservato a una sola azienda, che conserva solo le proprie merci.
Deposito IVA
Regime per beni nazionali e unionali: l'IVA si paga quando i beni vengono estratti.
Informazioni generali: per il tuo caso chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.
Domanda di autorizzazione

Si presenta tramite il sistema elettronico delle decisioni doganali (CDS) all'ufficio delle dogane competente per il luogo della contabilità doganale.

Documenti a supporto

Oltre ai dati chiesti dal sistema, l'ufficio può chiedere documentazione tecnica, per esempio planimetria e relazione tecnica. L'elenco lo indica l'ufficio.

Affidabilità e garanzia

Chi gestisce il deposito deve essere stabilito nell'UE e dare affidabilità. Se può sorgere un debito doganale, presta anche una garanzia.

Scritture sempre aggiornate

Le registrazioni delle merci devono permettere alle dogane di sorvegliare il regime e restare disponibili per i controlli.

Vigilanza doganale

Il deposito deve consentire alle dogane di esercitare la vigilanza. La merce non può essere sottratta al controllo doganale.

Merce sotto controllo

Togliere la merce dal deposito, anche per un periodo, richiede in genere l'autorizzazione preventiva della dogana.

Verifiche periodiche

L'autorizzazione resta soggetta a controlli delle dogane, di norma ogni due anni, anche con visite non preannunciate.

Perché usare un deposito doganale o fiscale

Cinque vantaggi per chi importa o distribuisce merce.

  • Dazi e IVA rinviati

    Non paghi subito: il pagamento arriva all'uscita della merce per l'uso. Nel deposito IVA rinvii l'imposta fino all'estrazione.

  • Riesportazione senza pagamenti

    Se la merce extra-UE viene riesportata fuori dall'UE senza essere immessa in consumo, i dazi non si pagano.

  • Più liquidità

    Eviti di immobilizzare soldi in tasse anticipate e gestisci meglio il magazzino e il capitale disponibile.

  • Tempo per scegliere quando vendere

    La permanenza nel regime di deposito non ha, in linea generale, un limite di tempo: scegli tu quando vendere o spedire.

  • Paghi solo ciò che esce

    Puoi consegnare solo una parte della merce e pagare i dazi per quella quantità. Il resto resta in deposito.

Chiedi il preventivo gratuito per un deposito doganale o fiscale

Dicci che merce hai, da dove arriva e per quanto tempo ti serve lo spazio. Un'azienda partner della tua zona ti ricontatta con il prezzo.

Richiedi un preventivo

Depositi doganali, IVA e fiscali: regole in pratica

Deposito doganale, IVA e fiscale: le differenze

Sono tre regimi diversi. Il deposito doganale sospende i dazi sulle merci extra-UE. Il deposito IVA sospende l'IVA su beni nazionali e unionali. Il deposito fiscale in senso stretto riguarda i prodotti soggetti ad accisa. Quale ti serve dipende dalla merce che hai.

  • Doganale: merci non unionali, dazi sospesi, vigilanza delle dogane
  • IVA: l'imposta si paga quando i beni escono dal deposito
  • Fiscale: nome tecnico del deposito per prodotti soggetti ad accisa
  • Nel linguaggio comune «fiscale» indica spesso il deposito IVA

I tre regimi a confronto

DoganaleIVAFiscale (accise)
Cosa sospendeDazi all'importazioneIVAAccisa
MerciNon unionali, in prevalenzaBeni nazionali e unionaliProdotti soggetti ad accisa
Norma baseReg. UE 952/2013Art. 50-bis D.L. 331/1993D.Lgs. 504/1995
ControlliAgenzia delle Dogane e dei MonopoliUfficio doganale, con verifiche delle EntrateAgenzia delle Dogane e dei Monopoli
Leggi i dettagliNascondi i dettagli

Il deposito doganale è un luogo autorizzato e sottoposto alla vigilanza delle dogane, dove conservi merci non unionali senza che siano dovuti i dazi all'importazione. È un regime sospensivo previsto dal Codice doganale dell'Unione (Reg. UE 952/2013). Dazi e IVA all'importazione si pagano, in linea generale, quando la merce viene immessa in libera pratica, cioè esce dal regime per essere usata o venduta nell'UE.

Il deposito IVA permette di introdurre beni nazionali e unionali, non destinati alla vendita al minuto durante la giacenza, senza applicare l'IVA all'ingresso. L'imposta si paga quando i beni vengono estratti per l'uso o la vendita in Italia. Finché restano nel deposito eviti di anticipare l'imposta e di immobilizzare liquidità.

Che cosa significa «deposito fiscale»

In senso tecnico il deposito fiscale è l'impianto dove si fabbricano, trasformano, detengono, ricevono o spediscono prodotti soggetti ad accisa, in sospensione di accisa. Lo gestisce un depositario autorizzato, secondo il D.Lgs. 504/1995. Se la tua merce non è soggetta ad accisa, questo regime non ti riguarda: nella maggior parte dei casi la scelta è tra deposito doganale e deposito IVA.

Per i dettagli di ciascun regime leggi anche le guide deposito IVA e deposito doganale.

Come funziona il deposito doganale

Vincoli la merce extra-UE al regime con una dichiarazione in dogana. Resta nel deposito sotto vigilanza, con registri aggiornati. All'uscita scegli la destinazione: uso nell'UE con dazi e IVA, riesportazione fuori dall'UE o un altro regime doganale.

  • I dazi restano sospesi finché la merce è nel regime
  • In linea generale la permanenza non ha un limite di tempo
  • Puoi far uscire solo una parte della merce
  • Le dogane controllano registri e giacenze

Dal vincolo all'uscita

  1. 1VincoloDichiari la merce al regime di deposito in dogana
  2. 2PermanenzaLa merce resta nel luogo autorizzato, con registri aggiornati
  3. 3MovimentiSpostamenti e rimozioni temporanee seguono le formalità previste
  4. 4UscitaLibera pratica con dazi e IVA, riesportazione o altro regime
Leggi i dettagliNascondi i dettagli

Con il vincolo al regime la merce non unionale resta nel territorio dell'Unione senza dazi all'importazione. Chi ha l'autorizzazione e chi vincola la merce devono evitare che sia sottratta alla vigilanza doganale e rispettare gli obblighi legati al magazzinaggio.

La durata della permanenza non ha, in linea generale, limiti di tempo. In circostanze eccezionali le dogane possono fissare un termine, per esempio quando natura e tipo di merce possono costituire un rischio per salute o ambiente nel deposito di lunga durata. Per merci delicate chiedi conferma prima di stoccare.

Cosa puoi fare con la merce

  • Prelevarne solo una parte e pagare i dazi per quella quantità: il resto resta in deposito.
  • Riesportarla fuori dall'UE: i dazi non sono dovuti.
  • Spostarla in un altro deposito doganale, anche in un altro Stato UE, con le formalità previste.
  • Rimuoverla temporaneamente: salvo forza maggiore serve prima l'autorizzazione della dogana.

Le lavorazioni in deposito non sono libere: sono ammesse solo nei casi previsti dalla norma, come il perfezionamento attivo o l'uso finale, e con autorizzazione.

Un deposito vicino al mercato di vendita

Se un mercato estero cresce e la spedizione dall'Italia è lenta, puoi valutare di tenere una parte della merce in un deposito nel Paese di destinazione. Dentro l'UE valgono le stesse regole unionali, fuori dall'UE quelle locali. Chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere. Depositi.it inoltra la tua richiesta ad aziende partner con depositi in diverse zone.

Deposito doganale pubblico o privato

Il deposito pubblico può essere usato da qualsiasi persona, anche con merci di clienti diversi. Il privato è riservato alle merci di chi ha l'autorizzazione. Per usare un deposito non serve averne uno di proprietà: puoi affidarti a strutture già autorizzate.

  • Pubblico: struttura utilizzabile da chiunque per merci proprie e altrui
  • Privato: solo le merci del titolare dell'autorizzazione
  • Nel pubblico chi vincola la merce risponde degli obblighi del regime
  • Il deposito chiavi in mano è già autorizzato e operativo

Pubblico e privato a confronto

PubblicoPrivato
Chi lo usaQualsiasi personaSolo il titolare dell'autorizzazione
MerciDi clienti diversi nello stesso luogoSolo quelle del titolare
GestioneAzienda specializzataLa tua azienda, direttamente
AutorizzazioneLa ha il gestoreServe alla tua azienda
Adatto aChi non vuole un magazzino proprioChi importa grandi quantità
Leggi i dettagliNascondi i dettagli

Il Codice doganale dell'Unione distingue due soli tipi di deposito doganale. Nel deposito pubblico la struttura è utilizzabile da qualsiasi persona. Le merci di clienti diversi possono stare nello stesso luogo e la gestione è affidata a un'azienda specializzata, sempre sotto il controllo delle dogane. È comodo se non hai bisogno di un magazzino proprio.

Nel deposito privato la struttura serve solo al titolare dell'autorizzazione, che conserva le proprie merci e gestisce lo spazio, rispettando regole e verifiche delle dogane. Si adatta a chi importa grandi quantità e vuole gestire direttamente lo spazio di stoccaggio.

In entrambi i casi le merci extra-UE restano senza dazi finché non vengono ritirate per essere vendute o distribuite. La responsabilità sugli obblighi del regime è in capo al titolare dell'autorizzazione e al titolare del regime; per un deposito pubblico l'autorizzazione può attribuirla solo a chi vincola la merce.

Magazzino doganale chiavi in mano

Non è obbligatorio avere un deposito fisico di proprietà: molte aziende si affidano a depositi conto terzi già autorizzati. Le soluzioni chiavi in mano, proposte da alcune strutture partner, prevedono depositi già autorizzati e operativi. Affitti spazi pronti, riduci i tempi di avvio e gli investimenti iniziali. Chiedi alla struttura di mostrarti l'autorizzazione e di spiegarti cosa include il servizio.

Come funziona il deposito IVA

Introduci beni senza applicare l'IVA e la paghi quando li estrai per usarli o venderli in Italia. L'estrazione è riservata ai soggetti passivi IVA e, se non hai i requisiti di affidabilità, può richiedere una garanzia.

  • Beni nazionali e unionali, non destinati alla vendita al minuto
  • I beni vanno presi in carico nella contabilità del deposito
  • Chi gestisce il deposito risponde in solido dell'imposta in certi casi
  • Dal 1° gennaio 2027 le regole passano al D.Lgs. 10/2026

Dall'ingresso all'estrazione

  1. 1IntroduzioneI beni entrano nel deposito senza applicare l'IVA
  2. 2PermanenzaRegistro del deposito e controlli dell'ufficio doganale
  3. 3CessioniCessioni e trasferimenti tra depositi IVA restano senza IVA
  4. 4EstrazioneIl soggetto passivo estrae i beni e l'IVA diventa dovuta
Leggi i dettagliNascondi i dettagli

Il deposito IVA è regolato dall'art. 50-bis del D.L. 331/1993. Possono essere depositi IVA, con le abilitazioni previste, i magazzini generali e i punti franchi; lo sono anche i depositi doganali e i depositi fiscali di prodotti soggetti ad accisa, per i beni che vi possono essere introdotti. Altri gestori hanno bisogno dell'autorizzazione dell'Agenzia delle entrate.

Se il deposito è già un deposito doganale, la sua gestione come deposito IVA richiede in genere una comunicazione preventiva agli uffici competenti. Chiedi alla struttura quali abilitazioni ha.

Estrazione e garanzia

Estrarre i beni per usarli o venderli in Italia comporta il pagamento dell'IVA. Per i beni immessi in libera pratica con introduzione nel deposito, chi estrae assolve l'imposta con l'inversione contabile. Prima di farlo deve dimostrare i requisiti di affidabilità del D.M. 23 febbraio 2017 con una dichiarazione sostitutiva. Senza i requisiti serve una garanzia.

  • Requisiti: dichiarazioni IVA presentate e versamenti eseguiti negli ultimi tre periodi.
  • Nessun accertamento definitivo non pagato per fatture false negli ultimi anni.
  • Nessun procedimento penale o condanna per alcuni reati tributari a carico del legale rappresentante.
  • Garanzia: deposito vincolato in titoli di Stato oppure fideiussione bancaria o polizza.
  • Non serve garanzia, tra gli altri, a chi ha lo status AEO.

Dal 1° gennaio 2027 cambia il riferimento normativo

Il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (il nuovo testo organico sull'IVA) si applica dal 1° gennaio 2027 e riordina anche i depositi IVA, riprendendo la disciplina dell'art. 50-bis. Fino ad allora vale l'art. 50-bis. Chiedi al consulente come cambia il tuo caso. Per i costi di uno spazio vedi i costi di magazzinaggio.

Autorizzazione del deposito doganale: domanda e requisiti

Per gestire un deposito doganale, pubblico o privato, serve l'autorizzazione dell'autorità doganale. La domanda si presenta in via elettronica con il sistema CDS all'ufficio delle dogane competente. Se usi un deposito pubblico già autorizzato, non devi chiederla tu.

  • Competente è l'ufficio dove si tiene la contabilità doganale
  • L'ufficio verifica se accettare la domanda entro 30 giorni
  • La decisione arriva di regola entro 120 giorni dall'accettazione
  • Le dogane controllano il deposito, di norma ogni due anni

Cosa tenere pronto

  • Accesso al sistema CDS per presentare la domanda
  • Planimetria e relazione tecnica sul luogo, se richieste
  • Registri che permettono di sorvegliare il regime
  • Garanzia, se può sorgere un debito di dazi
  • Sede nell'UE e affidabilità nelle operazioni doganali
  • Luogo accessibile ai controlli delle dogane
  • Elenco dei documenti confermato dall'ufficio competente
Leggi i dettagliNascondi i dettagli

La base è l'art. 211 del Codice doganale dell'Unione: l'autorizzazione serve a chi gestisce strutture di deposito, salvo che il gestore sia l'autorità doganale. Viene concessa a chi rispetta queste condizioni.

  • Sei stabilito nel territorio doganale dell'Unione.
  • Offri le necessarie garanzie di un ordinato svolgimento delle operazioni. Lo status AEO per le semplificazioni doganali conta, se copre questa attività.
  • Se può sorgere un'obbligazione doganale o altre imposte, costituisci una garanzia.
  • Le dogane possono vigilare senza misure amministrative sproporzionate.

La domanda

Si presenta con il sistema delle decisioni doganali (CDS) all'ufficio del luogo in cui è tenuta o accessibile la contabilità doganale principale e dove si svolge almeno parte dell'attività. L'ufficio verifica entro 30 giorni se può accettarla. La decisione arriva, di regola, entro 120 giorni dall'accettazione, con una possibile proroga fino a 30 giorni se l'ufficio avvisa prima della scadenza.

Quali documenti

Non esiste un elenco fisso valido per tutti i casi. Oltre ai dati richiesti dal sistema, l'ufficio può chiedere documentazione tecnica, per esempio planimetria e relazione tecnica redatte da un tecnico abilitato. Prima di preparare i documenti chiedi all'ufficio o al tuo spedizioniere cosa serve nel tuo caso. Alcuni partner possono supportarti nella parte documentale: chiedi cosa includono.

Dopo l'autorizzazione

Il titolare tiene scritture adeguate, approvate dalle dogane. Contengono tra l'altro:

  • riferimenti dell'autorizzazione e delle dichiarazioni di vincolo al deposito;
  • descrizione, quantità, marchi e numero dei colli;
  • ubicazione, posizione doganale e movimenti delle merci.

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli vigila di norma ogni due anni, con visite straordinarie possibili anche senza preavviso. Verifica la corrispondenza tra giacenza contabile e giacenza fisica.

Norme in evoluzione: cosa verificare prima di scegliere

Le regole su deposito doganale e deposito IVA stanno cambiando, con il nuovo Codice doganale dell'Unione e il nuovo testo organico sull'IVA. Prima di scegliere una struttura confronta con il consulente o lo spedizioniere le norme valide per il tuo caso.

  • Chiedi alla struttura di mostrarti l'autorizzazione e il regime
  • Chiarisci chi risponde di dazi e IVA in caso di errori
  • Controlla come i registri si integrano con il tuo gestionale
  • Verifica da quando cambiano le regole che ti riguardano
Leggi i dettagliNascondi i dettagli

Il Regolamento (UE) 2026/2108 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 19 settembre 2026 e prevede un'applicazione graduale. Le regole di questa pagina descrivono il quadro del Reg. 952/2013 oggi applicato in Italia, insieme alle disposizioni nazionali complementari del D.Lgs. 141/2024. Controlla da quando le novità toccano il tuo deposito.

Errori comuni da evitare

  • Confondere deposito doganale, deposito IVA e deposito fiscale per accise.
  • Dare per scontata una durata o una regola senza chiedere all'ufficio competente.
  • Non registrare la merce nella contabilità del deposito: in caso di irregolarità dazi e IVA possono diventare dovuti.
  • Sottovalutare le responsabilità di chi vincola la merce e di chi gestisce il deposito.

Cosa chiedere alla struttura

  • Che tipo di deposito è e quale autorizzazione ha.
  • Quali servizi sono inclusi e quali sono extra.
  • Come tiene i registri e come ti dà accesso alle giacenze.
  • Come gestisce uscite parziali, riesportazioni e controlli doganali.

Depositi.it raccoglie la tua richiesta e la inoltra ad aziende partner del settore. Informazioni generali: per il tuo caso rivolgiti a un consulente o a uno spedizioniere.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra deposito doganale e deposito IVA?

Il deposito doganale conserva merci non unionali con i dazi sospesi, sotto vigilanza delle dogane. Il deposito IVA conserva beni nazionali e unionali senza applicare l'IVA all'ingresso: l'imposta si paga quando i beni vengono estratti. Il deposito fiscale in senso stretto riguarda invece i prodotti soggetti ad accisa. Chiedi conferma a un consulente.

Che differenza c'è tra deposito doganale pubblico e privato?

Il deposito pubblico può essere usato da più aziende, con merci di clienti diversi nello stesso luogo, ed è gestito da un'azienda specializzata sotto il controllo delle dogane. Il deposito privato è riservato a una sola azienda, che conserva solo le proprie merci e lo gestisce direttamente, seguendo le verifiche doganali.

Devo avere un deposito di proprietà per operare?

No. Molte aziende si affidano a depositi conto terzi già autorizzati. Depositi.it raccoglie la tua richiesta e la inoltra ad aziende partner che offrono lo spazio e il servizio. Quali sono disponibili dipende dalla zona.

Per quanto tempo può restare la merce in deposito?

Nel deposito doganale la permanenza non ha, in linea generale, un limite di tempo. In casi eccezionali la dogana può fissare un termine, per esempio per merci che possono danneggiare salute o ambiente. Per il tuo caso chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.

Quali documenti servono per l'autorizzazione di un deposito doganale?

La domanda si presenta tramite il sistema CDS all'ufficio delle dogane competente. L'ufficio può chiedere documentazione a supporto, per esempio planimetria e relazione tecnica sul luogo. L'elenco esatto dipende dall'ufficio e dal caso: chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.

Il preventivo è gratuito?

Sì, il preventivo è sempre gratuito. Dopo averlo ricevuto decidi tu se procedere.

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Descrivi cosa devi depositare e dove: un'azienda partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito. Poi decidi tu se procedere.

  1. Descrivi ciò che devi depositare nel modulo: cosa, dove e per quanto tempo.
  2. Un'azienda partner della tua zona ti ricontatta.
  3. Ricevi il preventivo e decidi tu se procedere.

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