Deposito doganale pubblico
Aperto a più aziende, con merci di clienti diversi nello stesso luogo. Lo gestisce un'azienda specializzata, sotto il controllo delle dogane.
Depositi.it/Per aziende/deposito doganale e fiscale
Tieni la merce in un deposito doganale o in un deposito IVA e rinvii il pagamento di dazi o IVA fino alla vendita o all'uscita. Ti serve se importi o distribuisci grandi quantità di merce e non sai ancora quando la venderai.
Tre cose da sapere prima di leggere il resto.
Un luogo autorizzato dove conservi merce con dazi sospesi (deposito doganale) o senza applicare l'IVA all'ingresso (deposito IVA).
Quando importi o distribuisci grandi quantità di merce in attesa di vendita e vuoi gestire meglio i soldi disponibili.
Un deposito per la tua merce e il rinvio del pagamento di dazi o IVA fino all'uscita, secondo le regole del regime scelto.
Doganale e IVA sono due regimi diversi. Il deposito doganale può essere pubblico o privato. I servizi esatti dipendono dalla struttura.
Aperto a più aziende, con merci di clienti diversi nello stesso luogo. Lo gestisce un'azienda specializzata, sotto il controllo delle dogane.
Riservato a una sola azienda, che conserva solo le proprie merci e gestisce lo spazio direttamente, seguendo le verifiche doganali.
Per beni nazionali e unionali non destinati alla vendita al minuto. L'IVA si paga quando i beni vengono estratti dal deposito.
Restano in regime sospensivo: i dazi si pagano quando la merce esce per l'uso in Italia o nell'UE. Se la riesporti fuori dall'UE, non scattano.
La merce può passare da un deposito doganale a un altro con le formalità doganali previste, restando sospesi i dazi fino alla destinazione.
Spazi in depositi conto terzi già autorizzati e operativi, per partire senza gestire un deposito tuo.
Qui parliamo del deposito doganale. Scegli quanto vuoi gestire in prima persona e guarda cosa cambia. Il deposito IVA è un regime a parte.
Informazioni generali: per il tuo caso chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.
Quattro passi, dalla tua richiesta alla merce in deposito. Tocca un passo per vedere cosa controllare.
Ci dici che merce hai, da dove arriva, dove la vendi e in quale zona ti serve il deposito.
Con un'azienda partner della tua zona vedi se ti serve un deposito doganale o un deposito IVA, in base a merce e mercati.
Per gestire un deposito doganale serve l'autorizzazione dell'ufficio delle dogane competente, con documentazione tecnica a supporto.
Finché la merce resta nel deposito rinvii il pagamento. Dazi o IVA si applicano quando la merce esce per essere venduta o usata.
Per gestire un deposito doganale serve un'autorizzazione dell'autorità doganale. Queste sono le voci da conoscere o da chiedere a chi gestisce il deposito.
Si presenta tramite il sistema elettronico delle decisioni doganali (CDS) all'ufficio delle dogane competente per il luogo della contabilità doganale.
Oltre ai dati chiesti dal sistema, l'ufficio può chiedere documentazione tecnica, per esempio planimetria e relazione tecnica. L'elenco lo indica l'ufficio.
Chi gestisce il deposito deve essere stabilito nell'UE e dare affidabilità. Se può sorgere un debito doganale, presta anche una garanzia.
Le registrazioni delle merci devono permettere alle dogane di sorvegliare il regime e restare disponibili per i controlli.
Il deposito deve consentire alle dogane di esercitare la vigilanza. La merce non può essere sottratta al controllo doganale.
Togliere la merce dal deposito, anche per un periodo, richiede in genere l'autorizzazione preventiva della dogana.
L'autorizzazione resta soggetta a controlli delle dogane, di norma ogni due anni, anche con visite non preannunciate.
Cinque vantaggi per chi importa o distribuisce merce.
Non paghi subito: il pagamento arriva all'uscita della merce per l'uso. Nel deposito IVA rinvii l'imposta fino all'estrazione.
Se la merce extra-UE viene riesportata fuori dall'UE senza essere immessa in consumo, i dazi non si pagano.
Eviti di immobilizzare soldi in tasse anticipate e gestisci meglio il magazzino e il capitale disponibile.
La permanenza nel regime di deposito non ha, in linea generale, un limite di tempo: scegli tu quando vendere o spedire.
Puoi consegnare solo una parte della merce e pagare i dazi per quella quantità. Il resto resta in deposito.
Dicci che merce hai, da dove arriva e per quanto tempo ti serve lo spazio. Un'azienda partner della tua zona ti ricontatta con il prezzo.
Se la tua esigenza è un po' diversa, guarda queste soluzioni.
Sono tre regimi diversi. Il deposito doganale sospende i dazi sulle merci extra-UE. Il deposito IVA sospende l'IVA su beni nazionali e unionali. Il deposito fiscale in senso stretto riguarda i prodotti soggetti ad accisa. Quale ti serve dipende dalla merce che hai.
I tre regimi a confronto
| Doganale | IVA | Fiscale (accise) | |
|---|---|---|---|
| Cosa sospende | Dazi all'importazione | IVA | Accisa |
| Merci | Non unionali, in prevalenza | Beni nazionali e unionali | Prodotti soggetti ad accisa |
| Norma base | Reg. UE 952/2013 | Art. 50-bis D.L. 331/1993 | D.Lgs. 504/1995 |
| Controlli | Agenzia delle Dogane e dei Monopoli | Ufficio doganale, con verifiche delle Entrate | Agenzia delle Dogane e dei Monopoli |
Il deposito doganale è un luogo autorizzato e sottoposto alla vigilanza delle dogane, dove conservi merci non unionali senza che siano dovuti i dazi all'importazione. È un regime sospensivo previsto dal Codice doganale dell'Unione (Reg. UE 952/2013). Dazi e IVA all'importazione si pagano, in linea generale, quando la merce viene immessa in libera pratica, cioè esce dal regime per essere usata o venduta nell'UE.
Il deposito IVA permette di introdurre beni nazionali e unionali, non destinati alla vendita al minuto durante la giacenza, senza applicare l'IVA all'ingresso. L'imposta si paga quando i beni vengono estratti per l'uso o la vendita in Italia. Finché restano nel deposito eviti di anticipare l'imposta e di immobilizzare liquidità.
In senso tecnico il deposito fiscale è l'impianto dove si fabbricano, trasformano, detengono, ricevono o spediscono prodotti soggetti ad accisa, in sospensione di accisa. Lo gestisce un depositario autorizzato, secondo il D.Lgs. 504/1995. Se la tua merce non è soggetta ad accisa, questo regime non ti riguarda: nella maggior parte dei casi la scelta è tra deposito doganale e deposito IVA.
Per i dettagli di ciascun regime leggi anche le guide deposito IVA e deposito doganale.
Vincoli la merce extra-UE al regime con una dichiarazione in dogana. Resta nel deposito sotto vigilanza, con registri aggiornati. All'uscita scegli la destinazione: uso nell'UE con dazi e IVA, riesportazione fuori dall'UE o un altro regime doganale.
Dal vincolo all'uscita
Con il vincolo al regime la merce non unionale resta nel territorio dell'Unione senza dazi all'importazione. Chi ha l'autorizzazione e chi vincola la merce devono evitare che sia sottratta alla vigilanza doganale e rispettare gli obblighi legati al magazzinaggio.
La durata della permanenza non ha, in linea generale, limiti di tempo. In circostanze eccezionali le dogane possono fissare un termine, per esempio quando natura e tipo di merce possono costituire un rischio per salute o ambiente nel deposito di lunga durata. Per merci delicate chiedi conferma prima di stoccare.
Le lavorazioni in deposito non sono libere: sono ammesse solo nei casi previsti dalla norma, come il perfezionamento attivo o l'uso finale, e con autorizzazione.
Se un mercato estero cresce e la spedizione dall'Italia è lenta, puoi valutare di tenere una parte della merce in un deposito nel Paese di destinazione. Dentro l'UE valgono le stesse regole unionali, fuori dall'UE quelle locali. Chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere. Depositi.it inoltra la tua richiesta ad aziende partner con depositi in diverse zone.
Il deposito pubblico può essere usato da qualsiasi persona, anche con merci di clienti diversi. Il privato è riservato alle merci di chi ha l'autorizzazione. Per usare un deposito non serve averne uno di proprietà: puoi affidarti a strutture già autorizzate.
Pubblico e privato a confronto
| Pubblico | Privato | |
|---|---|---|
| Chi lo usa | Qualsiasi persona | Solo il titolare dell'autorizzazione |
| Merci | Di clienti diversi nello stesso luogo | Solo quelle del titolare |
| Gestione | Azienda specializzata | La tua azienda, direttamente |
| Autorizzazione | La ha il gestore | Serve alla tua azienda |
| Adatto a | Chi non vuole un magazzino proprio | Chi importa grandi quantità |
Il Codice doganale dell'Unione distingue due soli tipi di deposito doganale. Nel deposito pubblico la struttura è utilizzabile da qualsiasi persona. Le merci di clienti diversi possono stare nello stesso luogo e la gestione è affidata a un'azienda specializzata, sempre sotto il controllo delle dogane. È comodo se non hai bisogno di un magazzino proprio.
Nel deposito privato la struttura serve solo al titolare dell'autorizzazione, che conserva le proprie merci e gestisce lo spazio, rispettando regole e verifiche delle dogane. Si adatta a chi importa grandi quantità e vuole gestire direttamente lo spazio di stoccaggio.
In entrambi i casi le merci extra-UE restano senza dazi finché non vengono ritirate per essere vendute o distribuite. La responsabilità sugli obblighi del regime è in capo al titolare dell'autorizzazione e al titolare del regime; per un deposito pubblico l'autorizzazione può attribuirla solo a chi vincola la merce.
Non è obbligatorio avere un deposito fisico di proprietà: molte aziende si affidano a depositi conto terzi già autorizzati. Le soluzioni chiavi in mano, proposte da alcune strutture partner, prevedono depositi già autorizzati e operativi. Affitti spazi pronti, riduci i tempi di avvio e gli investimenti iniziali. Chiedi alla struttura di mostrarti l'autorizzazione e di spiegarti cosa include il servizio.
Introduci beni senza applicare l'IVA e la paghi quando li estrai per usarli o venderli in Italia. L'estrazione è riservata ai soggetti passivi IVA e, se non hai i requisiti di affidabilità, può richiedere una garanzia.
Dall'ingresso all'estrazione
Il deposito IVA è regolato dall'art. 50-bis del D.L. 331/1993. Possono essere depositi IVA, con le abilitazioni previste, i magazzini generali e i punti franchi; lo sono anche i depositi doganali e i depositi fiscali di prodotti soggetti ad accisa, per i beni che vi possono essere introdotti. Altri gestori hanno bisogno dell'autorizzazione dell'Agenzia delle entrate.
Se il deposito è già un deposito doganale, la sua gestione come deposito IVA richiede in genere una comunicazione preventiva agli uffici competenti. Chiedi alla struttura quali abilitazioni ha.
Estrarre i beni per usarli o venderli in Italia comporta il pagamento dell'IVA. Per i beni immessi in libera pratica con introduzione nel deposito, chi estrae assolve l'imposta con l'inversione contabile. Prima di farlo deve dimostrare i requisiti di affidabilità del D.M. 23 febbraio 2017 con una dichiarazione sostitutiva. Senza i requisiti serve una garanzia.
Il D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (il nuovo testo organico sull'IVA) si applica dal 1° gennaio 2027 e riordina anche i depositi IVA, riprendendo la disciplina dell'art. 50-bis. Fino ad allora vale l'art. 50-bis. Chiedi al consulente come cambia il tuo caso. Per i costi di uno spazio vedi i costi di magazzinaggio.
Per gestire un deposito doganale, pubblico o privato, serve l'autorizzazione dell'autorità doganale. La domanda si presenta in via elettronica con il sistema CDS all'ufficio delle dogane competente. Se usi un deposito pubblico già autorizzato, non devi chiederla tu.
Cosa tenere pronto
La base è l'art. 211 del Codice doganale dell'Unione: l'autorizzazione serve a chi gestisce strutture di deposito, salvo che il gestore sia l'autorità doganale. Viene concessa a chi rispetta queste condizioni.
Si presenta con il sistema delle decisioni doganali (CDS) all'ufficio del luogo in cui è tenuta o accessibile la contabilità doganale principale e dove si svolge almeno parte dell'attività. L'ufficio verifica entro 30 giorni se può accettarla. La decisione arriva, di regola, entro 120 giorni dall'accettazione, con una possibile proroga fino a 30 giorni se l'ufficio avvisa prima della scadenza.
Non esiste un elenco fisso valido per tutti i casi. Oltre ai dati richiesti dal sistema, l'ufficio può chiedere documentazione tecnica, per esempio planimetria e relazione tecnica redatte da un tecnico abilitato. Prima di preparare i documenti chiedi all'ufficio o al tuo spedizioniere cosa serve nel tuo caso. Alcuni partner possono supportarti nella parte documentale: chiedi cosa includono.
Il titolare tiene scritture adeguate, approvate dalle dogane. Contengono tra l'altro:
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli vigila di norma ogni due anni, con visite straordinarie possibili anche senza preavviso. Verifica la corrispondenza tra giacenza contabile e giacenza fisica.
Le regole su deposito doganale e deposito IVA stanno cambiando, con il nuovo Codice doganale dell'Unione e il nuovo testo organico sull'IVA. Prima di scegliere una struttura confronta con il consulente o lo spedizioniere le norme valide per il tuo caso.
Il Regolamento (UE) 2026/2108 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 19 settembre 2026 e prevede un'applicazione graduale. Le regole di questa pagina descrivono il quadro del Reg. 952/2013 oggi applicato in Italia, insieme alle disposizioni nazionali complementari del D.Lgs. 141/2024. Controlla da quando le novità toccano il tuo deposito.
Depositi.it raccoglie la tua richiesta e la inoltra ad aziende partner del settore. Informazioni generali: per il tuo caso rivolgiti a un consulente o a uno spedizioniere.
Il deposito doganale conserva merci non unionali con i dazi sospesi, sotto vigilanza delle dogane. Il deposito IVA conserva beni nazionali e unionali senza applicare l'IVA all'ingresso: l'imposta si paga quando i beni vengono estratti. Il deposito fiscale in senso stretto riguarda invece i prodotti soggetti ad accisa. Chiedi conferma a un consulente.
Il deposito pubblico può essere usato da più aziende, con merci di clienti diversi nello stesso luogo, ed è gestito da un'azienda specializzata sotto il controllo delle dogane. Il deposito privato è riservato a una sola azienda, che conserva solo le proprie merci e lo gestisce direttamente, seguendo le verifiche doganali.
No. Molte aziende si affidano a depositi conto terzi già autorizzati. Depositi.it raccoglie la tua richiesta e la inoltra ad aziende partner che offrono lo spazio e il servizio. Quali sono disponibili dipende dalla zona.
Nel deposito doganale la permanenza non ha, in linea generale, un limite di tempo. In casi eccezionali la dogana può fissare un termine, per esempio per merci che possono danneggiare salute o ambiente. Per il tuo caso chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.
La domanda si presenta tramite il sistema CDS all'ufficio delle dogane competente. L'ufficio può chiedere documentazione a supporto, per esempio planimetria e relazione tecnica sul luogo. L'elenco esatto dipende dall'ufficio e dal caso: chiedi conferma a un consulente o a uno spedizioniere.
Sì, il preventivo è sempre gratuito. Dopo averlo ricevuto decidi tu se procedere.
Descrivi cosa devi depositare e dove: un'azienda partner della tua zona ti ricontatta con un preventivo gratuito. Poi decidi tu se procedere.
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